martedì 30 dicembre 2008



Dalle tesi di Bertinotti8. Era già evidente dopo la sconfitta che la rinascita della sinistra sarebbe dovuta essere in realtà un cominciare da capo. Tutto ciò che accade avvalora questa tesi. Il rinnovamento nella continuità, che sarebbe stato possibile fino a ieri è oggi impossibile. Lo sarebbe stato, con particolare forza, di fronte ai grandi passaggi storici mancati, come la primavera di Praga, il ‘68-’69, lo stesso ‘89, per lo straordinario accumulo di storia e di esperienze fin lì a disposizione e che avrebbero potuto permettere un’uscita da sinistra dalle crisi del movimento operaio. Allora sarebbe stato possibile quel che oggi non è più possibile. Ancora, in tutt’affatto diverse condizioni, di fronte al costituirsi del movimento altermondista, un’estrema possibilità si era venuta proponendo alla politica. Ma oggi, dopo la sconfitta storica e la scomparsa della sinistra politica come forza attrattiva, questa ipotesi di lavoro non è più possibile. Quel che resta vivo dei tentativi, anche coraggiosamente tentati di fronte ai precedenti passaggi critici, è l’esigenza di fondo, quella di un’uscita da sinistra dalla crisi del movimento operaio. Ma ora è necessario che sia un’uscita da sinistra capace di essere praticata da nuove grandi organizzazioni politiche. La sinistra di cui c’è bisogno è perciò una sinistra di società, cioè capace di essere portatrice di una rinnovata critica del modo di produzione capitalistico e di un’alternativa di società e, contemporaneamente, per forza organizzata, capace di influenzare il corso generale in atto e le scelte della politica: una forza politica di cambiamento e di trasformazione.
9. Ricominciare politicamente da capo per ricostruire la sinistra in Italia e in Europa non vuol dire contrarre la malattia del nuovismo che è un’apologetica dell’innovazione che ora si fa addirittura grottesca di fronte ad una realtà come quella attuale che fa dire come scriveva Gorz “Non è un capitalismo in crisi, ma è la crisi del capitalismo che scuote profondamente la realtà”. Essa genera a sua volta una crisi di civiltà e un rischio per l’umanità tutta. Un’adesione all’attuale modernizzazione è semplicemente insensata. Né vuol dire essere dimentichi del passato. Il movimento operaio del ‘900 è il mondo da cui veniamo. Delle tre grandi direttrici su cui si è sviluppato, la prima è morta nella tragedia, ed è quella che, sulla rottura rivoluzionaria, ha fondato la costruzione dello stato e di ciò che è stato chiamato il comunismo reale; la seconda è molto, molto malata, ed è quella che, in tutta la seconda metà del secolo, specie in Europa, ha continuato a porsi il tema della trasformazione della società capitalista diventando protagonista del compromesso democratico dei 30 anni gloriosi; la terza è ancora vitale (anche per la conferma, seppur anche spiazzante, che le viene dalle grandi mutazioni di cui il capitalismo è capace per riconfermarsi) ed è il nucleo forte della critica al capitalismo proprio dell’impianto marxiano. Proprio in ragione della sua vitalità convince ancora la tesi propagata da grandi intellettuali marxisti già alla fine del secolo scorso di andare oltre Marx, tesi che pretende una duplice opposizione, sia nei confronti di chi ne propone l’abbandono, sia di chi ne propone una acritica nuova adozione. Si può pensare di mettere a frutto la vitalità della teoria, consapevoli anche della sua maturità, proprio cercando la relazione con due contraddizioni altrettanto decisive nella critica al nuovo capitalismo totalizzante, quella tra ambiente e sviluppo e quella di genere. Un forte spirito di ricerca nella teoria critica del capitalismo dovrebbe alimentare una tendenza culturale e politica necessaria, insieme ad altre, alla rinascita politica della sinistra.

venerdì 26 dicembre 2008

Monnezzopoli


Continua la repressione contro i cittadini che difendono il diritto alla salute. A Mauro Bertini (ex-sindaco di Marano) e altri cinque cittadini è stata appena notificata la chiusura delle indagini in merito alla prima applicazione della legge 123/08, il decreto antidemocratico per blindare le scelte speculative del governo sul ciclo rifiuti.
L'accusa riguarda la contestazione, assolutamente pacifica, nei confronti dei tir che preparano la bomba ecologica a Chiaiano. In quell'occasione il commissariato di Scampia fermò Bertini (inizialmente comunicarono addirittura che si trattava di arresto, salvo poi fare marcia indietro). Fra le accuse anche danneggiamenti alla volante mentre portava via l'ex-sindaco: un autentica panzana, come dimostra il filmato dell'accaduto:
http://www.youtube.com/watch?v=hky_0zmJpe4

mercoledì 17 dicembre 2008

Una nuova specialità olimpica: il lancio della scarpa!

14 Dicembre. Data storica per l’Iraq, ma di più per il mondo degli insicuri sulla felicità del popolo irakeno. Per chi non lo sapesse, in questo giorno c’è stato un incontro “diplomatico” tra il Presidente Bush, Americano, ed il Premier dell’Iraq Al Maliki, filo-Americano. La novità non sta in questo, ma in quello che è successo nella susseguente conferenza stampa. Già, perché fin quando uno o 150.000 Americani stanno in Iraq, non cambia nulla…è storia vecchia. Ma vedere un americano che, come l’Uomo Ragno, riesce a schivare un paio di scarponi, numero 44, rappresenta il ringraziamento ufficiale del popolo irakeno al fatto che “…La guerra non è finita…”. Qualcuno lo definirebbe ‘eroe nazionale’, qualcun altro ‘un singolo che vuole attirare l’attenzione’…le opinioni sono diverse, ma resta il fatto che, appena quel ‘folle’ giornalista, Muntazer al Zaidi, quel pazzone, ha effettuato quel gesto, si sono sviluppate manifestazioni di approvazione in tutto lo Stato. Intanto però il coraggioso oppositore dell’occupazione americana rischia (e sicuramente li avrà) sette anni di carcere. L’unico fattore ‘positivo’ o quantomeno solidale è rappresentato dal fatto che centinaia di avvocati si sono offerti di difendere Al Zaidi gratuitamente; e tra essi c’è anche l’ex-avvocato difensore di Saddam Hussein, anche se, per come si è risolto l’ultimo caso, sarebbe meglio scegliere qualcun altro. D’altronde però, cosa vuole questo tipo (con il 44 di piede) se c’è bisogno di continuare a fare la solita ‘missione di pace’…?! Che ne sa lui dei problemi di terrorismo internazionale che abbiamo noi europei e gli americani? E poi NOI stiamo solo cercando di esportare la nostra PACE………Ho letto un po’ di dati su quest’argomento, la pace mediorientale, l’Iraq, l’Afghanistan e tante voci correlate. I dati, almeno per me, sono sconcertanti: secondo il Ministero della Sanità di Baghdad, 150.000 vittime a causa dell’occupazione euro-americana.
Se si cerca in un vocabolario il significato della parola colonialismo, si legge che esso è l’occupazione di uno stato col rispetto per la cultura e le religioni del paese occupato, ma con lo sfruttamento della loro forza-lavoro. L’imperialismo, invece, è l’occupazione di uno Stato, accompagnato dal concetto di superiorità della cultura e delle idee del paese occupante. Perciò il Paese occupante esporterà (gratuitamente…) la sua mentalità verso quel Paese occupato e inferiore. Portando questo alla nostra realtà, visto che l’Iraq è un Paese incapace di stabilire la pace, e l’America è un Paese che può permettersi di esportarla altrove, gli USA hanno il sacrosanto dovere morale di ‘sviluppare’ l’Iraq e farlo crescere mentalmente. Quando si dice ‘generosità’ e ‘solidarietà’. Grazie America!
Ma perché non ci togliamo le scarpe pure noi?! Si preferiscono quelle grosse e pesanti, magari con la punta di ferro, ma non è un problema…gli infradito vanno bene lo stesso.
Wow che bello…ci sono novità anche dall’Italia…hanno appena consegnato un avviso di garanzia a Bocchino (PdL) e Lusetti (Pd)…
Gio Maiello

giovedì 11 dicembre 2008

Ho deciso di scrivere qualche riga su questo blog, dopo le ultime notizie che stanno girando in campo politico-sociale. Come ben sanno i cittadini Sommesi, il 2 Dicembre è scomparso Francesco Nocerino, un operaio, morto durante il suo lavoro. E giustamente il sindaco ha dichiarato il Lutto Cittadino. Probabilmente, oramai, ne avrete le balle piene di sentire che ‘questi di sinistra’ stanno ancora a parlare delle morti bianche, dei precari che muoiono durante la loro attività lavorativa; ma mai mi scoccerò di dirlo che non si può morire lavorando. Avete mai visto un professore morire durante un’ora di lezione?! Io No. Avete mai visto un industriale morire mentre sta dirigendo?! Io No. Avete mai visto un deputato morire nello svolgimento del suo mestiere?! Io no. L’operaio invece è un mestiere che fa le eccezioni. Sì, perché nei contratti di assunzione, in basso, con carattere Times New Roman, grandezza 1, c’è scritto: “C’è la possibilità che tu possa morire, ma tu stai zitto, sennò gli 800€ non te li facciamo portare a casa”. C’è scritto proprio così. Chiedete a chi vi pare e, se non mente, vi confermerà la mia tesi. A meno che non ci sia un’altra clausola sotto quella di prima, con lo stesso stile di scrittura “Non dire nulla sulle condizioni in cui lavori o non ti porti a casa nemmeno gli 800€”. Ma del resto chi se ne frega che è passato un anno dagli omicidi alla Thyssen, e i morti sul lavoro sono più di mille. Chi se ne frega se in Italia muoiono in media 4 operai al giorno. Chi se ne frega che siamo nel 2008, nel grande mondo globalizzato e di globale abbiamo solo il fatto che quando si devono fare delle guerre…pardon ‘missioni di pace’… tutti sono d’accordo; anzi, di globale abbiamo anche il fatto che quando in America vince le elezioni uno del Partito Democratico, è come se le avesse vinte in tutti gli Stati d’Europa. Hai visto Veltroni com’era felice, malgrado il suo partito si stia sfasciando. Anzi no; ecco che mi ricordo quali sono i vantaggi e i risultati della globalizzazione!!! Della crisi mondiale, purtroppo, non possiamo dire altro che…avevamo ragione noi “…quelli di sinistra…”, ma una cosa che ci accomuna agli altri Paesi è che quando si manifesta…si muore. Già, perché sette lunghissimi anni fa, morì in circostanze ‘accidentali’ un giovane ragazzo, no-global, la cui unica colpa era quella di manifestare un dissenso contro il magna-magna del G8. Quel ragazzo, tale CARLO GIULIANI, quel giorno morì, con un proiettile in pieno volto; e tutti lì a dargli le colpe e ad accusarlo, peccato che lui, una pistola in mano non ce l’avesse. Ora, visto che viviamo nel mondo globalizzato, tutti siamo in una rete in cui alcuni Paesi emulano gli altri, per tenersi al passo con gli altri. Così la Grecia, proprio per tenersi al passo con l’Italia e per non fare brutta figura, ci imita. La situazione non è la stessa, ma diversi punti coincidono. La cosa diversa è che, in questo caso, i manifestanti sono scesi in piazza per una Riforma riguardante l’Istruzione. Sì, tipo la Riforma Gelmini (giustamente siamo nel mondo globalizzato…). Tutto il resto è molto simile: giovani che protestano; un poliziotto che spara; un quindicenne, ALEXIS GRIGOROPOULOS, che muore; un governo di Destra che impreca contro i manifestanti; rabbia anarchica che esplode. Probabilmente mi sbaglio, ma c’è qualcosa che non va.
Non si può morire sul lavoro, come non si può morire in un corteo. Non voglio più sentire le cause, non voglio sapere la colpa di chi è. I morti non ritornano. Ma non è normale che in un Paese come l’Italia, nel 2008, accadano ancora cose del genere. Qualcosa deve cambiare; nelle coscienze di tutti deve cambiare qualcosa. Deve cambiare la concezione assurda di manifestazione come violenza (e sto parlando da una parte e dell’altra dei cortei), deve cambiare l’omertà mafiosa che si assume quando manca sicurezza sul posto di lavoro. Probabilmente questo abbiamo in comune con gli altri Paesi Europei, l’immaturità. Ma invece di farcene una colpa, invece di accusare chi, queste ingiustizie e queste cosiddette “morti bianche”, se le ritrova sempre dinanzi agli occhi, facciamone un grido di battaglia. Se loro vogliono l’Europa, che abbiano l’Europa; ma un’Europa sana, giusta e socialista, che tendi ad una vera “Liberazione” della classe operaia dall’oppressione capitalista. Un’oppressione che, non illudetevi, esiste ancora…
Gio Maiello

martedì 9 dicembre 2008

Strisce blu

Che fine ha fatto l'omino del grattino? Che fine ha fatto quel solerte giovanotto che, neanche il tempo di parcheggiare, e te lo trovavi lì, col grattino in mano? Sparito, così, dalla mattina alla sera! Vi ricordate quello che è successo a Napoli quando è stato nominato Luigi Sementa, il nuovo comandante dei vigli urbani? Di botto sono spariti tutti i parcheggiatori abusivi della città. La coincidenza ha voluto che anche qui a Somma, a pochi giorni di distanza dalla nomina del nuovo comamndante, sono spariti i parcheggiatori. Delle due l'una: o erano anche loro abusivi, oppure questo nuovo comandante sommese ...fa proprio paura!!!

venerdì 5 dicembre 2008

Come è bello essere "di sinistra"

Avendo una visione laica della vita, non mi scandalizzo facilmente e, nel mio piccolo, sono piuttosto tollerante. Tuttavia, essendo imperfetto per definizione, ammetto di provare un certo fastidio per la facilità e la non chalance con la quale molti, qui a Somma, si definiscono “ di sinistra”.
“Noi di sinistra…” mi diceva qualche giorno fa un caro amico ex militante della D.C. poi Popolare, quindi Margherita e oggi del Pd; ”Noi di sinistra” gli faceva eco un po’ più in là un altro amico già candidato e tesserato dell’UDEUR (!) “Di sinistra” si autodefiniscono, dopo la nascita del Partito democratico, anche molti esponenti di chiara e certificata provenienza moderata democristiana e (a Somma ne abbiamo diversi esempi) persino chi fino a ieri militava in Forza Italia. “Di sinistra” sta per definirsi (pare) anche un attuale consigliere comunale dell’UDC, dichiaratosi indipendente, in attesa di chiedere la tessera del Pd. Insomma, io mi rendo conto che è bello essere “di sinistra”; ma così è troppo facile! E, tra l’altro, non è possibile che ci sia ancora chi continua a credere che, poiché vota contro Berlusconi, solo per questo, debba essere considerato di sinistra!
Per essere di sinistra occorre credere in qualcosa di più:
1. Innanzi tutto è necessaria, in un quadro internazionale terribile e profondamente ingiusto, una coerente e rigorosa posizione sulla pace fondata, come recita la Costituzione, sul ripudio di ogni guerra e, tanto più, della guerra preventiva e permanente. Che è cosa diversa, quindi, dalla (purtroppo) frequentissima banalizzazione del pacifismo per cui è pacifista il bambino delle scuole elementari che fa il disegnino con gli omini di tutti i colori che si tengono per mano; il buon padre di famiglia che si commuove quando vede le case distrutte dai bombardamenti oppure la pia donna che partecipa alla fiaccolata organizzata dalla parrocchia…e così via;
2. Avere forte consapevolezza che il mondo attuale è caratterizzato da un crescente impoverimento e da un conseguente aumento delle disuguaglianze che, pur manifestandosi in molteplici modi, hanno sempre la stessa ragione di fondo che rimane incardinata sul conflitto tra capitale e lavoro (su scala globale);
3. Storicamente la Sinistra ha sempre posto il lavoro al centro del progetto alternativo di modello di sviluppo, progetto che vede, come sua parte costituente, l’istruzione, la cultura e le grandi questioni sociali che devono contribuire ad arricchire la qualità sociale del lavoro;
4. Essere di sinistra non può significare limitarsi ad una generica difesa dei più deboli. Dichiarare che ci vuole più giustizia sociale deve significare dare centralità alla questione salariale , recuperare la funzione propria del sistema pensionistico, intervenire a favore di politiche di Welfare. E’ in quest’ottica che, a sinistra, si parla di servizi sociali, sanità, scuola pubblica e istruzione, casa, trasporti, vivibilità ambientale.
Sinteticamente sono questi i valori per cui, chi è di sinistra
• non è precisamente entusiasta delle cosiddette privatizzazioni e, al contrario, chiede un rilancio del ruolo del settore pubblico nell’economia;
• chiede un ritorno serio alla progressività nell’imposizione fiscale, che non a caso costituisce principio costituzionale;
• chiede di abbattere la visione di un sapere finalizzato alla centralità dell’impresa e dei suoi interessi, visione che privatizza e mercifica l’istruzione e la ricerca scientifica,
• ritiene indispensabile e fondamentale la lotta per la libertà di espressione e per il rispetto del pluralismo nel sistema di informazione (non solo come diritto costituzionale, ma come elementare diritto dei cittadini ad una rappresentazione non falsificata della realtà);
• ritiene non rinviabile la strenua battaglia per il ripristino e il rilancio dei diritti costituzionali, sociali e individuali e della laicità dello Stato, contro ogni discriminazione etnica, di sesso, di orientamento sessuale. Le leggi si fanno per tutelare i diritti non per favorire interessi personali e/o orientamenti etico- confessionali
Per essere di sinistra è necessario, anzi indispensabile, condurre una battaglia propriamente ideale. Occorre restituire dignità alla politica e ai partiti, ascoltare e coinvolgere la società civile. Tema difficilissimo qui a Somma. Bisogna sconfiggere però anche l’idea che la politica e i partiti politici siano tutti uguali perché, se saremo percepiti come tutti uguali, vincerà il qualunquismo e il trasformismo verrà percepito come un semplice “fatto tecnico” e non come il vero scandalo della politica sommese. Va, dunque, recuperata e rilanciata la questione morale come grande questione politica. Occorre un profondo rinnovamento nel modo di essere dei partiti, affinché la politica riprenda ad essere immaginata dai nostri concittadini come quella poderosa leva capace di cambiare in meglio le condizioni concrete di vita della nostra comunità. La politica come servizio, come passione, come difesa intransigente di principi e valori. E’ la sfida; la sfida riformatrice. Perché non è sufficiente dirsi “riformisti”, parola abusata ed equivoca : il punto è quali riforme concretamente fare: E’ la battaglia, classica, per l’egemonia, anche dentro al nostro sistema di alleanze. Una battaglia che, con lo spirito unitario che contraddistingue sin dalla sua nascita la nostra Associazione, intendiamo svolgere sino in fondo, per sconfiggere il centrodestra, riconquistare i consensi delle lavoratrici e dei lavoratori e cambiare Somma .
Rossodinotte